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Tassazione di opzioni, futures e CFD in Italia

Redazione

Opzioni, futures e CFD hanno una caratteristica fiscale che li distingue dagli ETF: i loro risultati, positivi e negativi, appartengono tutti alla stessa categoria reddituale. Questo li rende gli strumenti più “lineari” da tassare e, per chi ha minusvalenze pregresse, anche i più efficienti per recuperarle.

Inquadramento: redditi diversi al 26%

I redditi realizzati con strumenti derivati — contratti a termine, futures, opzioni, swap, CFD — sono redditi diversi di natura finanziaria (TUIR art. 67 c. 1 lett. c-quater), tassati con imposta sostitutiva del 26% (D.L. 66/2014). La base imponibile è il risultato differenziale del contratto: la somma algebrica dei differenziali positivi e negativi percepiti, più premi e indennità incassati o pagati (TUIR art. 68 c. 8).

Non esiste distinzione tra derivato “di copertura” e “speculativo” per la persona fisica non imprenditore: il regime è lo stesso.

Compensazione piena con lo zainetto

Essendo redditi diversi, i risultati dei derivati si compensano integralmente tra loro e con il resto dello zainetto fiscale: minusvalenze su azioni riducono i guadagni su opzioni, le perdite su futures compensano plusvalenze su azioni o ETC, e così via, con il consueto riporto a quattro anni (TUIR art. 68 c. 5).

Esempio di un anno con operatività mista:

OperazioneRisultato
Vendita put su indice, incasso premi+1.800 €
Chiusura future in perdita−1.200 €
Vendita azioni in guadagno+900 €
Netto redditi diversi+1.500 €

Imposta: 26% × 1.500 = 390 €. Se fosse presente uno zainetto pregresso di 1.500 € o più, l’imposta scenderebbe a zero. È la differenza chiave rispetto agli ETF, le cui plusvalenze non possono attingere allo zainetto (il dettaglio nella guida alla compensazione).

Casi pratici per strumento

Opzioni

  • Compratore: il premio pagato concorre al risultato. Se l’opzione scade senza valore, il premio è una minusvalenza; se viene esercitata o rivenduta, il risultato è il differenziale complessivo.
  • Venditore: il premio incassato è componente positiva; l’eventuale differenziale pagato a scadenza la riduce o la ribalta.
  • Se dall’esercizio deriva la consegna del sottostante, il premio rettifica il prezzo fiscale di carico o di vendita del titolo consegnato.

Futures

Rilevano i differenziali giornalieri o di chiusura effettivamente regolati; il risultato dell’anno è la somma algebrica dei differenziali sulle posizioni chiuse.

CFD

Il CFD replica il sottostante ma resta un derivato: si tassano i differenziali alla chiusura della posizione. I costi inerenti al contratto regolati nel differenziale (come il finanziamento overnight addebitato dal broker) concorrono al risultato secondo le condizioni contrattuali; le commissioni esplicite di negoziazione riducono il differenziale imponibile.

Dove si dichiarano

In regime amministrato l’intermediario italiano applica il 26% sui differenziali positivi al netto delle compensazioni di dossier: nulla da dichiarare.

In regime dichiarativo — la situazione tipica, perché la gran parte dei broker per derivati è estera — i risultati vanno nel Quadro RT, sezione II, sommati algebricamente agli altri redditi diversi dell’anno, con versamento entro il 30 giugno successivo. Si aggiunge il Quadro RW per il monitoraggio del conto estero. Il confronto completo tra i due regimi è nella guida ad amministrato e dichiarativo.

Un aspetto operativo da non sottovalutare: i broker esteri riportano i risultati nella valuta del contratto. Ai fini italiani ogni differenziale va convertito in euro al cambio del giorno di realizzo, non a un cambio medio annuale.

Domande frequenti

Le perdite su CFD si possono compensare con plusvalenze su azioni?

Sì. Entrambe sono redditi diversi: la compensazione è piena, nello stesso anno o nei quattro successivi tramite lo zainetto.

L’operatività intraday cambia il trattamento?

No. La frequenza operativa non modifica la qualificazione del reddito per la persona fisica: ogni posizione chiusa concorre al risultato annuo dei redditi diversi. Volumi e organizzazione da attività professionale abituale sono un tema distinto, da valutare con un professionista nei casi estremi.

I margini depositati presso il broker sono tassati?

No. Il margine è una garanzia, non un reddito: rileva solo il differenziale realizzato alla chiusura del contratto. I margini su conti esteri concorrono però al valore da indicare nel Quadro RW.

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